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MISTERI E LEGGENDE

IL SUCURIJU

Il 20 agosto 1997 una straordinaria notizia giunse dal Perù: centinaia d'abitanti di Nueva Tacna, sul Rio delle Amazzoni, erano rimasti sconvolti dal passaggio di un serpente lungo circa 40 metri e largo 4 che, attraversando l'abitato, aveva travolto tutto al suo passaggio e, tuffandosi nel fiume, aveva affondato diverse imbarcazioni. Qualsiasi forma di scetticismo, verso quello che sembrava il frutto di accese fantasie, fu spazzata via dal rifiuto assoluto degli abitanti di Nueva Tacna di tornare nelle loro case senza precise garanzie da parte delle autorità. Così, il 22 giugno motovedette militari iniziavano il pattugliamento di quel tratto del Rio delle Amazzoni, mentre il vice ammiraglio Luis Vargas Cooban, comandante della Regione Navale Amazzonica, il governatore della regione e alcuni giornalisti sorvolavano la zona in idrovolante. Qualunque cosa fosse passata di lì aveva lasciato una spaventosa traccia attraverso il centro abitato, mentre i relitti delle imbarcazioni affondate ne testimoniavano la via di fuga. In Italia solo il TG2 (ediz. 20,30) diede spazio alla notizia, che nell'arco di 48 ore fu dimenticata. Eppure si trattava del più grande avvistamento di massa del misterioso SUCURIJU. Con questo nome gli indigeni di quell'immenso scrigno di meraviglie e misteri che è l'Amazzonia, indicano un gigantesco serpente costrittore (cioè, che non uccide le prede col veleno, bensì le avvolge con le proprie spire fino a soffocarle), che però la scienza ufficiale, in mancanza di un esemplare completo da studiare, non ha ancora catalogato. Sappiamo che l'immensa foresta che accompagna lo scorrere del Rio delle Amazzoni ospita l'Anaconda Gigante, il più grande serpente conosciuto; nel 1907 ne fu catturato un esemplare di ben 10 metri. Ma il Sucuriju delle narrazioni locali sarebbe molto, molto più grande. Nell' opera "The naturalist on the river Amazon" , del 1863, lo studioso Henry Walter Bates narrava di indigeni amazzonici timorosi della "Mae d'agua" ("Madre dell'acqua"), un serpente capace di superare i 35 metri di lunghezza. Per Bates si trattava di una leggenda, probabilmente originata dall'incontro saltuario con qualche anaconda (in lingua locale "Sucurì" , o "Sucurujù" ) più lungo del normale, che la superstizione indigena contribuiva a rendere ancora più grande. Ma nel 1907 il celebre esploratore inglese Percy Fawcett dichiarò di aver abbattuto a fucilate un serpente di 19 metri, sulle sponde del Rio Negro, durante una spedizione in canoa. Dopo averlo misurato, il colonnello si era reso conto di non aver mai visto nulla di simile, mentre i suoi accompagnatori indigeni conoscevano bene quella mostruosità; la chiamavano Sucuriju. Fawcett, dunque, fu il primo europeo ad incontrare il leggendario dominatore della foresta amazzonica e ad avere la possibilità di poterlo raccontare. Purtroppo, benché godesse di molta stima , nessuno volle credere al suo racconto e, di colpo, si ritrovò oggetto di scherno (un insulto che il coraggioso ma suscettibile colonnello Fawcett non perdonò mai alla comunità scientifica). Fawcett scomparve senza lasciare tracce nel 1925, in Brasile, durante una spedizione organizzata per rintracciare la mitica città di Ibez (che egli riteneva una colonia di Atlantide) e non ebbe quindi la possibilità di vedere la sua affermazione supportata da nuove testimonianze. Infatti, nel 1912 uscì il libro "Nella giungla amazzonica", del danese Alfot Lenge ,che descriveva lo stupore per l'incontro con enormi serpenti definiti "boa giganti". Poi, nel 1929, fu la volta del missionario tedesco Victor Heinz a rinvenire il corpo di un gigantesco serpente sul Rio delle Amazzoni, mentre nel 1933 diverse tribù locali si disputarono il merito di aver abbattuto un rettile così pesante da non poterne sollevare, a braccia, nemmeno la testa. Nel 1948, presso la città di Manaus, fu ucciso e fotografato un vero e proprio Sucuriju. Misurato dalle autorità locali, l'animale venne descritto come un serpente costrittore lungo 40 metri e del diametro di un metro, pesante circa 5 tonnellate; era uscito dal folto della foresta lasciandosi dietro una scia larga 2 metri. La foto comparve sul giornale locale ma la carcassa dell'animale si decompose prima che qualche studioso potesse vederlo e identificarlo. Un problema analogo si presentò per quei soldati dell'esercito brasiliano che, di pattuglia nella selva amazzonica, uccisero un serpente di 38 metri, nel 1954. La Foresta Amazzonica ospita, dunque, un rettile capace di misurare 40 metri e largo come un'automobile? In linea teorica non sarebbe impossibile. Certo non mancherebbe il cibo per un animale capace di fagocitare qualunque forma vivente conosciuta in Amazzonia. Senza contare che, nonostante la feroce opera di disboscamento in atto, la foresta sudamericana è ancora abbastanza fitta e inaccessibile alla penetrazione umana da garantire ancora per decenni "l'anonimato" ad un simile colosso del regno animale. Il problema del cibo disponibile è molto importante quando si parla di grandi animali; ad esempio l'esistenza del cosiddetto "Mostro di Loch Ness" è osteggiata dalla scienza ufficiale anche in base al fatto che il lago non potrebbe offrire il necessario supporto alimentare agli enormi rettili acquatici più volte segnalati. Questo è, in effetti, un fattore da tenere nella debita considerazione…pur con le dovute cautele. Per esempio, l'orso polare rappresenta una grossa anomalia; dove trova il cibo necessario per sostenersi quest'enorme plantigrado, in un ambiente desolato come il Polo Nord? Oggi sappiamo che la natura lo ha dotato di caratteristiche fisiche atte a sopperire alla scarsità numerica di prede, ma lo stesso discorso potrebbe allora applicarsi ad altri animali, ancora sconosciuti ed apparentemente "fuori luogo" . Anche per questo molti appassionati non si arrendono riguardo all'esistenza di " Nessie". Ma per il Sucuriju, come abbiamo detto, il discorso è ancora più semplice. Per quanta fame abbia, troverà sempre da saziarsi…purtroppo, in alcuni casi. Presso il Rio Jacare sorge una semplice pietra tombale dedicata ad un turista gallese di nome Thomas, che sarebbe stato divorato da una creatura descritta dai locali proprio come un Sucuriju. Come il Calamaro Gigante, forse, anche il Sucuriju è destinato a finire nei libri di zoologia, prima o poi, ma per trasformare gli uomini in sue prede, a quanto pare, non ha avuto bisogno di alcun riconoscimento.

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ORFYRREUS

 

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